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Cibus Alius

L’insalata – pro e contro di quella pronta

15 02 2017 | Articolo di:

I nostri carrelli contengono almeno una busta di insalata già pronta. La nuova tendenza è salutare?

Da indagini Coldiretti, le insalate pronte sono al top. Aumentano vertiginosamente le donne che acquistano insalate “impiatta e mangi”e non solo le donne che lavorano, ma anche le massaie. Piuttosto che stare a mondare e lavare le insalate, la busta è certamente più comoda, ma ci si chiede se i sistemi di lavaggio e confezionamento industriali sono veramente sicuri. Da più parti si sentono allarmi che, forse, sono più che altro, “allarmismi”del tipo – Le insalate in busta sono lavate con periacidi per cui sicuramente non sono salutari –

Con la legge 77/2011, entrata in vigore solo il 13 agosto 2015,  sono state stabilite  regole molto rigide per produrre la comodissima insalata pronta.

Quanto al lavaggio, questo prodotto, definito di IV gamma, viene trattato con peracidi o con ozono o, ancora, con derivati del cloro. Ciò permette di eliminare i residui di terra e, quindi,  batteri e microbi. Ai produttori, inoltre, viene imposto di rispettare la catena del freddo, garantendo per questo prodotto, una temperatura mai inferiore agli 8 gradi per tutta la filiera, quindi dalla raccolta, al confezionamento, al trasporto e all’esposizione nei banchi frigo dei supermercati. L’Istituto Zooprofolattico Sperimentale delle Venezie ha condotto un test per valutare la riduzione logaritmica media della carica microbiotica.

In parole semplici sono stati testati i vari tipi di lavaggio dell’insalata, in particolare la rucola, per valutare la sicurezza alimentare e i criteri di igiene, la rucola è stata esposta rispettivamente a Salmonella spp. e Listeria monocytogenes e microrganismi a 30°C e coliformi.

I tipi di lavaggio messi a confronto sono stati 6: quello semplicemente con acqua di 1 lavaggio, acqua con 3 lavaggi, bicarbonato, aceto, peracidi e detergenti a base di cloro.

I risultati hanno portato a mettere al 1° posto, in termini di sicurezza alimentare e igiene, il cloro, ma l’utilizzo del cloro a livello industriale è stato bandito a causa dell’intenso odore che emana che disturba olfatto e palato. Quanto alla sicurezza alimentare, al 2° posto, si sono collocati i peracidi e per l’igiene alimentare l’aceto. Come il cloro anche l’aceto viene poco usato per il forte odore che emana. Quindi, i peracidi sembrerebbero i più sicuri! Nella ricerca a campione, un lotto di insalata di IV gamma è risultato infetto da salmonella, ma ciò è accaduto anche in uno di I gamma.

I ricercatori tranquillizzano, però, perché, la cosa è stata sicuramente di natura incidentale e, tra l’altro, non esiste alcun timore per l’uomo, in quanto la bassa quantità di batteri presenti non avrebbe potuto mai causare una tossinfezione o qualsiasi altro danno all’uomo, né, tantomeno, i batteri avrebbero potuto riprodursi in quantità tale da essere nocivi in soli 5-7 giorni di vita commerciale di queste insalate di V gamma.

In definitiva, il sistema di lavaggio industriale è il più sicuro? Da questa ricerca sembrerebbe di sì, ma l’argomento non convince tutti e ancora se ne discute.

Adriana Avallone©Cibus alius

 Credits/Link:  izsvenezie, Coldiretti/Immagini: Pixabay

 

 

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