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Pasta: Glifosato, micotossine, Cadmio. Cosa c’è nel nostro piatto

6 04 2017 | Articolo di:

“Tutto quello che vedete lo devo agli spaghetti”.

In questa frase pronunciata dalla prorompente Sophia Loren, è racchiusa tutta la passione degli italiani verso la pasta, un prodotto che, al pari di pochi altri, ci identifica in tutto il mondo.

Fulcro imprescindibile della nostra tradizione culinaria, negli ultimi tempi, la pasta, è finita sotto la lente di ingrandimento di diversi organismi che si occupano, a vario titolo, di problematiche relative alla correlazione tra salute e prodotti agroalimentari.

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Glifosato, Don e Cadmio.

L’ultima polemica è scoppiata a seguito della divulgazione dei risultati di uno studio commissionato da GranoSalus, un’associazione pugliese di produttori di grano e consumatori, dai quali si evince che in tutte le marche di pasta più diffuse sono presenti micotossine e contaminanti.

In particolare, l’allarme è scattato a causa della presenza di contaminanti considerati tra i più pericolosi in circolazione: il Don, il Glifosate e il Cadmio.

Spaghetti sotto esame.

Il test è stato condotto sugli spaghetti prodotti dalle marche di pasta più diffuse e rinomate che troviamo nei supermercati: Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia.

In tutte queste paste è stata rilevata la presenza delle sostanze incriminate e, qui di seguito, possiamo vedere nel dettaglio i risultati delle analisi:

Pasta Barilla: 

  • micotossina DON 161 ppb (parti per milione)
  • Glifosato 0,102 mg/kg (milligrammi per kilogrammo)
  • Cadmio 0,032 mg/kg

Pasta Voiello:

  • micotossina DON 180 ppb
  • Glifosato 0,050 mg/kg
  • Cadmio 0,036 mg/kg

Pasta De Cecco:

  • micotossina DON 80 ppb
  • Glifosato 0,052 mg/kg
  • Cadmio 0,042 mg/kg

Pasta Divella:

  • micotossina DON 381 ppb
  • Glifosato 0,110 mg/kg
  • Cadmio 0,044 mg/kg

Pasta Garofalo:

  • micotossina DON 199 ppb
  • Glifosato 0,062 mg/kg
  • Cadmio 0,021 mg/kg

Pasta La Molisana:

  • micotossina DON 253 ppb
  • Glifosato 0,033 mg/kg
  • Cadmio 0,035 mg/kg

Pasta Granoro 100% Puglia:

  • micotossina DON 99 ppb
  • Glifosato 0,039 mg/kg
  • Cadmio 0,018 mg/kg

E’ d’obbligo, comunque, precisare che gli indici riscontrati rientrano nei limiti imposti dalla normativa, anche se i valori fatti registrare dalla pasta Divella e dalla pasta La Molisana, risultano fuori norma per l’alimentazione dei bambini.

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Pasta ottenuta con grano miscelato?

In ogni caso, secondo GranoSalus, la presenza di queste sostanze è indice del fatto che il grano italiano viene miscelato con grano di provenienza estera, in particolare col grano canadese.

La miscelazione di grani contaminati con grani privi di contaminazione, attuata al fine di abbassare la media di contaminazione di un lotto di produzione, è vietata in maniera tassativa dalla Comunità Europea ma, secondo GranoSalus, il dubbio che questa attività sia regolarmente praticata, è più che legittimo.

Il Glifosato non è usato nelle coltivazioni italiane.

Il sospetto (in realtà quasi certezza), deriva dal fatto che l’utilizzo di Glifosato (un prodotto disseccante), non ha senso nella cerealicoltura italiana e, in particolare, in quella meridionale.

Grazie alle condizioni climatiche, infatti, il nostro grano giunge a maturazione in modo estremamente naturale mentre, in Canada, dove il clima è più umido, il Glifosato è utilizzato in fase preraccolta per portare la pianta a maturazione in modo artificiale.

Stesso discorso vale per il DON (deossinivalenolo), questa è una micotossina prodotta spontaneamente dalla pianta come conseguenza della fusariosi, una malattia fungina tipica degli ambienti climatici umidi e, quindi, non esattamente tipica del clima torrido che caratterizza l’estate italiana e, in particolare, il Meridione.

La difesa dei produttori

I produttori messi sotto accusa, ovviamente si difendono sostenendo che la normativa vigente è estremamente attenta alla salute del consumatore e che la presenza di tracce di fitofarmaci, micotossine e metalli pesanti nella pasta, è comunque al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti dal legislatore.

Tuttavia, nonostante le rassicurazioni, alcune considerazioni sorgono in modo immediato e naturale:

Innanzi tutto ci si chiede perché, se la nostra pasta è prodotta con grano italiano, vi si trovano tracce di prodotti dannosi “estranei” alle nostre coltivazioni?

In secondo luogo, pur tenendo conto del fatto che le quantità di contaminanti riscontrate rientrano nei limiti di legge, cosa ne sappiamo dell’effetto “combinato” che queste sostanze, seppur assunte in piccole dosi, possono avere sul nostro organismo?

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Infine, un’ultima considerazione, lo studio di cui abbiamo parlato è riferito solo alla pasta, ma lo stesso grano è utilizzato anche per la produzione di tutti gli altri derivati (merendine, biscotti, fette biscottate e così via); allora, sarebbe interessante capire qual è l’effettiva quantità di sostanze dannose che assumiamo quotidianamente consumando questi prodotti.

Concludendo, rispetto a queste sfuggenti insidie, è bene tenere sempre alta la guardia e, attraverso l’opera di organizzazioni come l’Associazione GranoSalus, tenersi sempre informati perché sapere cosa mangiamo è un punto fondamentale per la tutela della nostra salute.

Salvatore Faliero©Cibusalius

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